
Alla fine ce l'ho fatta!
No, tranquilli!!!!!!!!!!
Non ho ancora detto ai miei genitori che sono gay, in compenso sono riuscito a vedere il nuovo film di Ozpetek, prenotando ovviamente per evitare che anche stasera facessi un giro in centro a vuoto.
Ammetto però che dopo la visione ho sempre più voglia di fare outing completo in famiglia dando ragione ad Elena Sofia Ricci, che recitando dice "È più faticoso stare zitti che dire quello che si pensa".
Diciamoci la verità e sfatiamo un mito, quello dei genitori che ci amano sempre e comunque. Dove sta scritto che i genitori ci accetteranno per ciò che siamo?
Ma poi è vero che ci farebbero uscire irreversibilmente da casa urlando il fatidico "NON FARTI PIÙ VEDERE!"?
Bel dubbio quello che mi assale, ci sto pagando la villa al mare della mia psicanalista con queste pippe mentali. Tanto lo so che voglio dirglielo, tanto varrebbe prendere l'ariete per le corna, trattandosi del segno zodiacale di mio padre, e nel bel mezzo di una cena far tintinnare i bicchieri con il coltello e iniziare a raccontare una storia. Peccato che mia madre invece, pur essendo una madre eccessivamente amorevole come Lunetta Savino, da buona scorpione, potrebbe avvelenarmi senza che io me ne accorga.
L'epilogo di questa narrazione potrebbe essere una tovaglia che finisce in terra, e mio padre che viene di corsa ricoverato in ospedale, però riconosco che sarebbe un peccato non avere una zia alcolizzata che nel bel mezzo della confusione cerca di salvare almeno il suo bicchiere di vino rosso!
Uscendo dal cinema ho mandato un sms a un mio amico, che un paio di anni fa ha reso indimenticabile la festa della mamma a tutta la sua famiglia annunciando che se non ha una ragazza non è perché non ha tempo, ma perché non gli interessano. Ricordo ancora la serie di rimproveri che si faceva dopo, sulla terrazza di casa mia, per aver deluso i suoi genitori, per aver buttato all'aria anni di facciata da "bravo ragazzo", come se essere omosessuali volesse dire essere pervertiti o persone malvage.
E, dopo un paio d'anni, sentirmi dire dallo stesso amico "Tanto non cambia nulla, i miei se ne fregavano prima e se ne fregano tutt'ora" non è certo rassicurante, ma ciò non vuol dire che a me debba succedere la stessa cosa.
Questo amico mi ha risposto che vorrebbe essere presente, essendo lui un medico potrebbe essere utile. Magari mia madre potrebbe chiedergli se si guarisce da "quella cosa" o se "si torna indietro".
In un film intitolato "Mambo Italiano" il protagonista si chiedeva cosa ci fosse di più terribile dell'essere gay e italiano. Io posso rispondere che la combinazione peggiore sarebbe essere gay, italiano e figlio unico!
Avere un fratello, come nel film, farebbe sì che il copione di Ozpetek si ripeta pedissequamente tra le mura gialle di casa mia? Che poi qualcuno mi spieghi perché immagino di dirglielo sempre dentro casa mia... Forse per poter dire io "E adesso uscite da qui e non fatevi più vedere!"?
Certo è interessante che due fratelli, gay tutti e due (ne conosco tante di coppie di fratelli omosessuali), facciano scelte radicalmente diverse, la sincerità e il segreto, ma queste due strade in fondo sono presenti in ognuno di noi, sta semplicemente a noi scegliere quale percorrere.
Se tornassimo indietro e scavassimo nel passato di qualche nostro nonno o nonna, troveremmo anche noi dei segreti inimmaginabili, che tanto ci farebbero sorridere oggi giorno, dove tutto è ammesso in nome dello spirito di una fantomatica libertà di espressione individuale.
Tanto che volete che sia? Certo, "Come è brutta la calunnia, mamma mia..." la gente ne (s)parlerebbe per un po', tutti a ridere dietro, a spettegolare di questi che "Spuntano come i funghi", ma poi al primo momento utile, alla prima tragedia casalinga sarebbero di nuovo tutti pronti a volersi di nuovo bene.
Ci sono già passato venticinque anni fa, ora non ne parla più nessuno e forse tutti si chiedono se quella voce fosse vera o inventata. Ma questa è un'altra storia...
Una volta, non molto lontano nel tempo, ho sognato un abbraccio tenero, avvolgente e sincero, e se è vero che al momento non ho molte prospettive per il futuro, ne parlavo giusto stasera durante una delle tante confessioni tra me e il mio coinquilino, è pur vero che cerco di raggiungere quell'abbraccio.
Forse arriverà o forse no.
Il film di Ozpetek, ma non solo questo, lancia un messaggio di speranza, che i legami di sangue non si interrompono, che i genitori non possono far nulla per non amare un figlio diverso da come lo avevano sempre visto, che forse si riesce a non fare sempre ciò che gli altri ci dicono di fare, per dare un senso alla nostra vita.
Mi consolo con la speranza che fuori da queste pareti esiste un principe azzurro che quando cammino, mi sta dietro appena qualche passo e si intenerisce a vedermi camminare spedito, ma che per non farsi scoprire mi rincorre e mi raggiunge.
E anche se non ci saranno più quei baci rubati agli occhi nemici di coloro a cui si cela la verità, ce ne saranno di nuovi, alla luce del sole e sinceri.
Nel frattempo mi accontento di essere uno che non si fa mai dire dagli altri chi deve amare e chi deve odiare, che preferisce sbagliare per conto proprio, sempre.
(E solo Dio sa quante volte ho già sbagliato).
Una mina vagante a mio modo, che crea un po' di scompiglio per rimettere a posto le cose, in maniera ovviamente DIVERSA!
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