Io sono cattolico e sinceramente dopo tutto ciò che leggo sul Papa, Cardinali sociologi, scienzati porporati e quant'altro mi chiedo dove stiamo andando.
Insomma Gesù Cristo aveva predicato l'amore e non il razzismo.
Capisco che in fondo noi andiamo contro quelli che sono i loro principi e non pretendo che cambino posizione, accettando pienamente ciò che siamo. Però da qua a sputare veleno, a scatenare delle nuove crociate contro noi semplicemente riportando i risultati di una ricerca da corridoio, questo no grazie!
Da ragazzo ho fatto volontariato in parrocchia con i poveri, sono andato in estate a prestare servizio agli extracomunitari che raccoglievano pomodori nel Tavoliere delle Puglie, organizzato e partecipato a feste di e per gli immigrati che vivono in Italia una situazione di discriminazione e di isolamento. Mi sentivo ripetere che "povere anime sante" quelle persone sono persone sfortunate, che se le ragazze che vengono da paesi poveri finiscono per la strada dovremmo capire che sono persone ridotte a fare la fame e la fame fa commettere anche atti non proprio corretti.
E quindi? Prendiamo me, 35enne e gay.
Non sono di quelli che vanno in palestra otto giorni su sette, sinceramente non ce la faccio. Ho un po' di pancia, ma sinceramente alla fine mi piaccio così.
Non vado necessariamente in vacanza nei posti pieni di bistecche su due gambe, con una bocca funzionante e un culo pronto per essere usato.
Non sono di quelli che passano le serate in sauna o negli autogrill.
Non sono nemmeno uno di quelli che parlano del loro ultimo ragazzo (ad averne, ma quella è un'altra storia) come fosse il grande amore della sua vita e che davanti ai suoi colleghi bacchettoni e inopportuni ne parla dicendo "...perché LA MIA RAGAZZZA... Io e LA MIA RAGAZZA...".
Sono uno a cui piace la cultura, il cinema, i concerti e non solo di Madonna, che va alle mostre, a visitare luoghi di interesse culturale.
Sono abbastanza soddisfatto della mia vita, insomma sono una persona completa a 360°, ma sinceramente non posso dire di essere serenamente contento di essere gay, in una società che mi discrimina.
Semplicemente perché mi piace il mio stesso sesso vengo tacciato di pedofilia, di essere un pervertito, un deviato, un immorale, una persona imperdonabile e vengo paragonato all'angelo cacciato dal giardino dell'EDEN.
Tutto questo puzza di discriminazione razziale vera e propria. Da qualcuno che è capace di negare che l'omosessualità sia una semplice condizione di vita.
Vorrei ricordare che quella grande organizzazione un tempo si ostinava a dire che la Terra era ferma nell'Universo e che il Sole le girava intorno, che oltre il grande mare non esisteva altro (per fortuna poi qualcuno ha dimostrato il contrario, visto che oggi la maggior parte delle vocazioni viene proprio da quelle terre inesistenti).
Forse un giorno queste persone benvestite, pagate semplicemente per non fare nulla nella maggior parte dei casi, saranno disposte ad accettare che la maggior parte dei seminaristi giocano a saltare la cavallina fra di loro. Che l'omosessualità è un problema loro e non della società, che ha sempre dimostrato di adattarsi ai cambiamenti, rispondendo forse a qualche legge di sopravvivenza e selezione naturale.
Ci si ricorda sempre degli ebrei morti nei campi di sterminio, ma dei gay uccisi negli stessi campi, o per strada semplicemente perché danno fastidio alla vista altrui, quanto spesso ci si ricorda di loro?
Pasqua è passata solo da dieci giorni appena e mi chiedo se quando Gesù è morto in croce e poi è risuscitato lo abbia fatto per tutti, ma non per me...
Questi sono discorsi che non possono essere fatti su un blog, ma io non mi riconosco nella Chiesa di oggi, forse dovrei prendere in considerazione altre religioni, forse...
Per ora mi chiedo cosa mi spinga a restare là dove sono.
Nel silenzio del mio soggiorno dalle pareti gialle.