lunedì 29 marzo 2010

Ex-Files

La protagonista di una serie televisiva carissima a noi "diversamente etero" era solita scrivere una rubrica sulla città e il sesso, e in questa rubrica una volta parlò anche degli EX-FILES.
Gli ex-files riguardano quegli stronzi che hanno fatto parte della tua vita per un po', ma che poi hanno preferito far parte della vita di qualcun altro o nella migliore delle ipotesi, di far parte solo ed esclusivamente della propria vita.
Chiunque di noi potrebbe alzarsi in piedi ed esclamare durante una terapia di gruppo molto teatrale "Io ho un mio ex-files" oppure "Anch'io ho un ex-files" o meglio "Ciao a tutti, sono Venceslao e sono un collezionatore di ex-files" scatenando la risposta della comunità lì raccolta che, come un farebbe gruppo di alcolisti anonimi, risponderebbe "Ciao Venceslao, benvenuto fra noi".
Qualche sera fa sono stato a cena da un mio carissimo amico.
"La Bionda" mi chiama nel pomeriggio e mi chiede "Senti, ma stasera cenetta semplice e relax a casa mia davanti a un film? Invita chi vuoi".
L'alternativa a una serata dove trovi tutto pronto e ti offrono anche il relax sarebbe stata più o meno questa: tornare a casa stanco morto, aprire la solita scatoletta di ceci, mangiarli direttamente nel barattolo per non sporcare il piatto e poi mettermi sdraiato sul divano a vedere la tv o davanti al pc a perdere tempo e sonno.
NO GRAZIE... si sta avvicinando la primavera e poi il giorno seguente non avrei lavorato perciò ho accettato di buon cuore la proposta del mio biondissimo amico.
Ho invitato il mio coinquilino e il mio ex storico.
Io e lui siamo stati insieme due anni, ormai ne sono passati cinque da quando ci siamo lasciati e di acqua sotto i ponti ne è passata molta, tanto che nemmeno mi ricordo perché fossi così attratto da quell'uomo più grande di quindici anni che ha tanti pregi, ma anche tanti difetti che sono per me insormontabili, o meglio lo sono diventati a un certo punto, quando ho detto "STOP!" e dopo l'ennesimo rifiuto ho iniziato ad amare me stesso.
In cinque anni abbiamo messo da parte gli archi e le frecce da battaglia e in maniera molto adulta e matura abbiamo cercato di salvare il salvabile.
Alla fine posso dire che l'affetto che mi lega a lui in questo momento è molto più forte e molto più sincero di quel sentimento che osavo chiamare "Amore" che provavo quando stavamo insieme. L'Amore vero non nasconde paure e insicurezze dietro una maschera di accondiscendenza, non ci aiuta a scendere in un baratro, ma ci fa volare in alto. L'Amore vero (se esiste) ci fa essere davvero felici, e non felici a scadenza, chiedendosi se e fino a quando durerà.
La cena è stata piacevole, tutti concentrati a mangiare un riso basmati cucinato con una risiera a vapore elettrica bianca e rosa che ha fatto letteralmente impazzire di gioia il mio coinquilino. Sto pensando di comprarla e nasconderla sotto il letto per tirarla fuori al suo compleanno...
Premetto che ho tanti vizi, ma uno che non riesco a prendere (o mi illdo di non riuscirci) è il vizio del fumo. Al massimo posso scroccare qualche sigaretta agli amici ogni tanto, ma finora non sono diventato un fumatore accanito. Però quando il mio ex è uscito sul balcone per fumare, io sono uscito con lui chiedendogli "me ne dai una?".
Sarà stata l'aria calda dell'inizio di primavera, o forse il ticchettare di un orologio biologico che scandisce i tempi di tutti, ma a un certo punto iniziamo a parlare e lui mi confessa di aver sognato ad occhi aperti di parlare di fronte ad amici e parenti delle occasioni perse, di tutto il tempo sprecato inseguendo mete senza valore e senza senso, lasciandosi alle spalle le cose e le persone che veramente contano. Aggiunge titubante, non sapendo se avesse fatto bene a confessarmelo o meno, che in tutto questo io ero l'oggetto dei suoi pensieri, che tutto quel discorso plateale sarebbe finito con lui che si alzava e che veniva verso di me per baciarmi.
Al sentire queste parole ho provato un misto di disagio, trovavo altamente fuori luogo un pensiero del genere perché non sono un fautore delle "minestre riscaldate", ma allo stesso tempo di compiacenza per essere considerato ancora una persona importante nonostante tutto.
Eravamo in silenzio sul balcone, lo guardo e lo sfido dicendogli "Baciami ora", convinto che tanto non lo avrebbe fatto, con aria quasi canzonatoria.
Mi ha risposto che quello era solo un film e io, sollevato in un certo modo, ho aggiunto che i film veri iniziano e finiscono e non è possibile rigirare le stesse scene quando tutto è già scritto.
Mi sento una persona diversa, non sto più ad aspettare che lui mi guardi, non mi interessa più ciò che un tempo mi faceva girare la testa. Le ansie, le attese, le paure, il batticuore e la ricerca spasmodica di un contatto.
No, queste cose non le voglio più. Molto della mia vita è cambiato, alcune cose in meglio, altre ahimè in peggio, ma ormai sono ciò che sono, non posso tornare indietro.
Mi sentivo alleggerito di un peso, convinto che non sarebbe successo nulla... E invece si è avvicinato, mi ha abbracciato e lo ha fatto.
Ci siamo baciati per qualche istante ed è stato un bel bacio.
Forse perché non baciavo da tanto tempo, forse perché aveva un sapore dolce che da tanto non gustavo, quel bacio mi ha come risvegliato, ha come riattivato la voglia di provare nuovamente quell'emozione.
Ovviamente... non con lui!
Gli ex-files devono restare tali... Lo dimostra il fatto che subito dopo io ero tranquillo come non mai perché mi ero semplicemente preso 30 secondi di gusto e di coccole, che potevano anche finire lì, come nulla fosse. Invece lui era agitato, insicuro, non sapendo se aveva fatto una cosa giusta o meno, convinto quasi di aver combinato chissà che danni... Siamo rientrati dentro e abbiamo ripreso a comportarci come nulla fosse successo, come nelle migliori delle tradizioni.
Mi chiedo se non avesse paura di arrecare il danno maggiore a se stesso, e non a me come ho sempre immaginato.
Per un breve momento ho avuto un'illuminazione, io ho collezionato diversi Ex-Files, ma forse io anche sono un Ex-Files per qualcuno, per qualcuno che ha nostalgia di ciò che eravamo, per qualcuno che mi considera un'occasione sprecata per essere veramente felice.
In questa situazione mi sento io lo stronzo adesso, che pubblico le mie emozioni su un blog e le metto in piazza perché altri possano commentare ciò che mi succede, ma non ho il coraggio di andare da lui e chiedergli "Senti, va tutto bene? Per me quel bacio non era nulla, spero che anche per te sia stato lo stesso. Mi dispiacerebbe perdere ciò che siamo stati in grado di costruire". Forse se facessi questo discorso sarei ancora più stronzo... nell'indecisione lascio che il tempo faccia il suo corso e che copra con la polvere l'accaduto.

domenica 21 marzo 2010

Grindr

Stamattina, nonostante fosse domenica, mi sono svegliato molto presto.
Alle 9 ero già in piedi, colazionato, con la mia dose di papaya fermentata in circolo e pronto ad esplorare il fantastico mondo del web per svegliarmi un po'.
Un giro su FaceBook, uno su MySpace, GayRomeo (perché non può mancare la ricerca quotidiana di qualche sfigato (s)fortunato che mi si pigli), e poi i vari siti di informazione che ho nella lista "Preferiti".
Inizio a navigare sullo STORE di I-Tunes per cercare qualche applicazione per il mio I-Pod, avendo visto in televisione la pubblicità del gioco SCRABBLE vorrei averla per far passare più velocemente il tempo in metropolitana e contemporaneamente passare per uno intellettuale.
La trovo, la scarico, non inizio a giocare perché sinceramente non me ne frega poi molto.
Appena due ore dopo il mio coinquilino si alza, nel frattempo ho sentito un'amica per uscire oggi pomeriggio e mi vedo già in fila al cinema del centro commerciale in attesa di entrare a vedere chissà che film, ho steso i panni della lavatrice del giorno precedente, ho fatto fuori tre fette di pane con la marmellata e deciso che non se ne parla di andare a correre con i roller perché il tempo è nuvoloso (bella scusa).
Lui arriva in cucina, prepara un caffè e senza immaginare nulla della mia estenuante ricerca inizia a raccontarmi che un suo amico ha scaricato un'applicazione per l'I-Phone che serve a trovare i gay in zona.
Non me lo faccio dire due volte ed eccola là!
GRINDR
La scarico, la installo e inizio a farla funzionare.
Anche se molto rudimentale devo dire che è carina, ma servirà a qualcosa? A giudicare dai contatti ricevuti in nemmeno dieci minuti di connessione, sicuramente a trovare qualche avventura, visto che i primi due con cui chatto mi chiedono subito se vivo da solo e se oggi posso ospitare.
Sempre la solita storia... tutti che cercano qualcuno da rimorchiare, ma poi?
Qualche giorno fa mi sono visto a pranzo con una mia collega e abbiamo finito per parlare di una ragazza che conosciamo, sposata da un anno, con riconosciuti disturbi della personalità. Parlando della sua storia abbiamo sperato che il marito la ami veramente e sia disposto a sopportare tutti i cambiamenti di umore che una persona come lei può avere. So di persona che stare accanto a chi ha disturbi della personalità non è facile e mi auguro veramente che lei abbia trovato un ragazzo paziente, che sappia andare oltre l'apparente fredda lucidità che cela invece un momento di follia.
Stavamo fermi davanti la fermata della metro e parlavamo di questa persona.
Lei a un certo punto dice "Ci vorrebbe qualcuno che proprio sia veramente innamorato da farla sentire sicura e farle passare tutte le strane idee che le frullano in testa" e allora io rispondo "Si, magari!".
Un rapido scambio di sguardi e subito le nostre battute
"Beh se è vero che esiste l'amore sincero"
"Perché tu ci credi? Io non più"
Lei chiude dicendo "Io forse, ma so che non dura più di un anno!"
E detto questo ci salutiamo e torniamo alle nostre vite.
L'amore forse esiste, forse no, sicuramente al momento non l'ho ancora trovato o forse me lo sono fatto scappare. O forse se ne è scappato lui.
Fatto sta che mi ritrovo a chattare su GRINDR in cerca pure io di chissà cosa!

giovedì 18 marzo 2010

Glass(a)

Vivo solo, o meglio coabito, da tre anni e mezzo ormai e la cosa mi va benissimo, se non fosse che ogni tanto, un po' per necessità e un po' per scelta, chiedo ai miei genitori di venire a casa mia.
La scusa è quella di invitarli a cena, anche se dopo dieci minuti che li ho in casa divento di pessimo umore, ma se mia madre si muove a compassione e sacrifica uno dei suoi pomeriggi a stirare tutte le camicie del mio armadio di certo non me ne dispiaccio. E se poi si organizza e porta anche le cibarie per la cena... beh che volete farci? Sarò un figlio unico fortunato e viziato.
Così come non mi stupisco che lei metta in scena il ruolo di mamma chioccia, la quale vorrebbe vedere il figlio sistemato e accompagnato a una brava ragazza (non pretende per fortuna che mi sposi, anche perché il matrimonio non è necessario per procreare e darle dei nipoti), mi meraviglio invece nel vedere come lei vada perfettamente d'accordo con il mio coinquilino. Nemmeno avesse trovato la nuora che da sempre desidera.
Io e lui ci conosciamo da quando stavamo nella culla perché abitavamo nello stesso palazzo e le nostre famiglie si conoscono benissimo, perciò mia madre si sente autorizzata a trattarlo come fosse un altro figlio, permettendosi di fargli richieste del tipo "Beh se non ci pensa mio figlio, quando ti sbrighi TU a darmi un nipote?" lasciandolo interdetto e lasciando me arrossire peggio di una mela Pink Lady.
Ieri sera si è consumata un'altra di queste scene, con la differenza che non sono diventato rosso per la vergogna, ma ho dovuto sigillarmi la bocca con "Saratoga il silicone sigillante" per non scoppiare a ridere a crepapelle.
Sono infatti sempre più convinto che se riuscissi a mettere insieme in una sceneggiatura teatrale tutte le scene che ho vissuto, probabilmente farei più soldi di Andrew Lloyd Webber.
Credo sia d'obbligo una premessa... torniamo quindi indietro nel tempo di un paio di giorni.
In questo periodo sto seriamente pensando di spedire i miei genitori al mittente rivelando loro che sono gay, una notizia che molto probabilmente non accetteranno benissimo, ma arrivato a 35 anni è necessario che li aiuti a capire esattamente chi sono, perciò dopo aver visto il nuovo film di Ozpetek la cosa si fa sempre più vicina come avrete capito anche dal mio post precedente, magari richiamando la loro attenzione a tavola durante una cena facendo tintinnare il bicchiere con un coltello.
Ieri mattina mando un sms al mio coinquilino dicendogli "Se prometto di non fare rivelazioni estreme, stai a cena con me e con i miei così mi fai da spalla?". Ovviamente ha accettato e ieri sera stavamo appunto aspettando che lui rientrasse dal lavoro quando mia madre tira fuori da una borsa stile Mary Poppins un ciambellone fatto in casa.
"Guarda mi sono inventata la ricetta di sana pianta... spero vi piaccia".
Non fa in tempo a dire queste cose che la porta si apre ed entra lui, saluta i miei e io gli faccio "Mia madre ti vuole così bene che ha preparato un dolce, ovviamente è per te visto che io dovrei essere a dieta".
Che un ragazzo (diciamo uomo) di trentacinque anni faccia ogni tanto commenti sulla sua forma fisica non lo trovo così anomalo, ma se mi sentiste mentre esprimo questi concetti di alto spessore vi rendereste conto della poca virilità che mi contraddistingue in certi momenti, e continuo a chiedermi quanto ancora stagioneranno le fette di prosciutto sugli occhi di mio padre e mia madre.
Ma la mia mancanza di virilità non è nulla rispetto a ciò che è seguito dopo...
Finito il mio commento "...visto che dovrei essere a dieta" mia madre prende la parola e inizia a elencare gli ingredienti e la ricetta inventata che però devo ammettere le è riuscita proprio bene.
"Ci ho messo il liquore e poi le scorze e il succo di un'arancia così ha un piacevole retrogusto di agrume...".
Stavo con la testa china sul mio computer portatile a cercare di far quadrare un foglio di calcolo Excel quando ecco che mi parte un sopracciglio (il destro) e uno sguardo fulmineo al mio coinquilino, appena lo vedo repentino sedersi sulla sedia accanto a mia madre (nemmeno fossero dalla stessa parrucchiera) assumendo la posa da braccino rotto appendi abiti al pronto soccorso con tanto di mignolo alzato, agganciandosi al suo discorso e dire "Guarda, se quando la rifai prendi il succo dell'arancia, lo zucchero, un po' di acqua e poi non mi ricordo cos'altro ancora, e fai la glassa... mmmm che buona!!! Mia nonna la faceva spesso, magari mi faccio dare la ricetta così te la passo!".
Mia madre era giubilante.
Io li guardo, lui capisce e si ritira immediatamente nelle sue stanze come un pavone con le piume strappate, con il passo piccolo e intimidito tipico di un personaggio di manga giapponese.
Dopo qualche minuto in cui io ho veramente fatto fatica a non dire "Ma cazzo lo vedete che siete in una casa di froci?" immaginandomi con il coltello in mano e il bicchiere del vino che fa tin tin tin richiamando la loro attenzione, LUI torna e decide di iniziare ad apparecchiare la tavola perché era ora di cena.
Io continuo sempre a cercare di far quadrare il foglio Excel su cui stavo lavorando e non mi accorgo di come viene apparecchiata la tavola finché mia madre non chiede al mio coinquilino "Ma, hai dimenticato i bicchieri? Perché non li hai messi in tavola?".
Lui, falso come una bambolina Made in China esclama "Oh ma dai! Li ho dimenticati! Tu guarda!"...
Stavolta parte a me la mano da paralitic(A) e lo guardo sorridendo e ringraziandolo con il pensiero per essere sempre là, al mio fianco, complice con me di molte mie scelte, cercando di alleggerire il peso di un fardello a volte un po' troppo pesante.
E poiché in questo periodo sto cercando di migliorare il mio inglese, non ho potuto non ricordare che bicchiere, dalle parti del Meridiano 0, si dice Glass!

martedì 16 marzo 2010

Mine Vaganti


Alla fine ce l'ho fatta!
No, tranquilli!!!!!!!!!!
Non ho ancora detto ai miei genitori che sono gay, in compenso sono riuscito a vedere il nuovo film di Ozpetek, prenotando ovviamente per evitare che anche stasera facessi un giro in centro a vuoto.
Ammetto però che dopo la visione ho sempre più voglia di fare outing completo in famiglia dando ragione ad Elena Sofia Ricci, che recitando dice "È più faticoso stare zitti che dire quello che si pensa".
Diciamoci la verità e sfatiamo un mito, quello dei genitori che ci amano sempre e comunque. Dove sta scritto che i genitori ci accetteranno per ciò che siamo?
Ma poi è vero che ci farebbero uscire irreversibilmente da casa urlando il fatidico "NON FARTI PIÙ VEDERE!"?
Bel dubbio quello che mi assale, ci sto pagando la villa al mare della mia psicanalista con queste pippe mentali. Tanto lo so che voglio dirglielo, tanto varrebbe prendere l'ariete per le corna, trattandosi del segno zodiacale di mio padre, e nel bel mezzo di una cena far tintinnare i bicchieri con il coltello e iniziare a raccontare una storia. Peccato che mia madre invece, pur essendo una madre eccessivamente amorevole come Lunetta Savino, da buona scorpione, potrebbe avvelenarmi senza che io me ne accorga.
L'epilogo di questa narrazione potrebbe essere una tovaglia che finisce in terra, e mio padre che viene di corsa ricoverato in ospedale, però riconosco che sarebbe un peccato non avere una zia alcolizzata che nel bel mezzo della confusione cerca di salvare almeno il suo bicchiere di vino rosso!
Uscendo dal cinema ho mandato un sms a un mio amico, che un paio di anni fa ha reso indimenticabile la festa della mamma a tutta la sua famiglia annunciando che se non ha una ragazza non è perché non ha tempo, ma perché non gli interessano. Ricordo ancora la serie di rimproveri che si faceva dopo, sulla terrazza di casa mia, per aver deluso i suoi genitori, per aver buttato all'aria anni di facciata da "bravo ragazzo", come se essere omosessuali volesse dire essere pervertiti o persone malvage.
E, dopo un paio d'anni, sentirmi dire dallo stesso amico "Tanto non cambia nulla, i miei se ne fregavano prima e se ne fregano tutt'ora" non è certo rassicurante, ma ciò non vuol dire che a me debba succedere la stessa cosa.
Questo amico mi ha risposto che vorrebbe essere presente, essendo lui un medico potrebbe essere utile. Magari mia madre potrebbe chiedergli se si guarisce da "quella cosa" o se "si torna indietro".
In un film intitolato "Mambo Italiano" il protagonista si chiedeva cosa ci fosse di più terribile dell'essere gay e italiano. Io posso rispondere che la combinazione peggiore sarebbe essere gay, italiano e figlio unico!
Avere un fratello, come nel film, farebbe sì che il copione di Ozpetek si ripeta pedissequamente tra le mura gialle di casa mia? Che poi qualcuno mi spieghi perché immagino di dirglielo sempre dentro casa mia... Forse per poter dire io "E adesso uscite da qui e non fatevi più vedere!"?
Certo è interessante che due fratelli, gay tutti e due (ne conosco tante di coppie di fratelli omosessuali), facciano scelte radicalmente diverse, la sincerità e il segreto, ma queste due strade in fondo sono presenti in ognuno di noi, sta semplicemente a noi scegliere quale percorrere.
Se tornassimo indietro e scavassimo nel passato di qualche nostro nonno o nonna, troveremmo anche noi dei segreti inimmaginabili, che tanto ci farebbero sorridere oggi giorno, dove tutto è ammesso in nome dello spirito di una fantomatica libertà di espressione individuale.
Tanto che volete che sia? Certo, "Come è brutta la calunnia, mamma mia..." la gente ne (s)parlerebbe per un po', tutti a ridere dietro, a spettegolare di questi che "Spuntano come i funghi", ma poi al primo momento utile, alla prima tragedia casalinga sarebbero di nuovo tutti pronti a volersi di nuovo bene.
Ci sono già passato venticinque anni fa, ora non ne parla più nessuno e forse tutti si chiedono se quella voce fosse vera o inventata. Ma questa è un'altra storia...
Una volta, non molto lontano nel tempo, ho sognato un abbraccio tenero, avvolgente e sincero, e se è vero che al momento non ho molte prospettive per il futuro, ne parlavo giusto stasera durante una delle tante confessioni tra me e il mio coinquilino, è pur vero che cerco di raggiungere quell'abbraccio.
Forse arriverà o forse no.
Il film di Ozpetek, ma non solo questo, lancia un messaggio di speranza, che i legami di sangue non si interrompono, che i genitori non possono far nulla per non amare un figlio diverso da come lo avevano sempre visto, che forse si riesce a non fare sempre ciò che gli altri ci dicono di fare, per dare un senso alla nostra vita.
Mi consolo con la speranza che fuori da queste pareti esiste un principe azzurro che quando cammino, mi sta dietro appena qualche passo e si intenerisce a vedermi camminare spedito, ma che per non farsi scoprire mi rincorre e mi raggiunge.
E anche se non ci saranno più quei baci rubati agli occhi nemici di coloro a cui si cela la verità, ce ne saranno di nuovi, alla luce del sole e sinceri.
Nel frattempo mi accontento di essere uno che non si fa mai dire dagli altri chi deve amare e chi deve odiare, che preferisce sbagliare per conto proprio, sempre.
(E solo Dio sa quante volte ho già sbagliato).
Una mina vagante a mio modo, che crea un po' di scompiglio per rimettere a posto le cose, in maniera ovviamente DIVERSA!

domenica 14 marzo 2010

Appuntamento con l'Ammòre!!!

Immaginate un pomeriggio noioso di un'assolata domenica di marzo, trascorso in casa davanti al computer.
Immaginate un telefonino e una voce amica, come un'oasi in un deserto, che ti chiede se vuoi andare al cinema.
Immaginate una corsa in metropolitana per andare in centro a vedere l'ultimo film del regista turco che promette di sbancare i botteghini per l'ennesima volta.
Immaginate una fila tutto sommato immaginabile (non venite a dirmi che il settore cinematografico è in crisi perché ormai bisogna prenotare anche per i film d'essai) e il risultato è...

APPUNTAMENTO CON L'AMORE


Beh alla fine sono stati soldi spesi bene, anche perché mi hanno offerto il biglietto!
Un cast d'eccezione, vecchie e nuove glorie dello spettacolo americano che si avvicendano tutte sullo sfondo di 24 ore di amore puro.
Qual è l'effetto che fa questo Meltin-Pot di buoni sentimenti?
Oltre a un indice glicemico un po' troppo alto (sicuramente i bambini che soffrono di acetone potrebbero vedere questo film senza necessità di ingerire caramelle) uscendo dalla sala sembrava fossimo tutti fermi al 14 febbraio, San Valentino.
La storia è anche semplice...
C'è un ragazzo che si sveglia la mattina e non avendo nulla da fare, prima di andare a vendere fiori per vivere, chiede alla sua ragazza di sposarlo (visto il ragazzo capisco Demi Moore e appoggio la sua voglia di carne giovane), ma lei è titubante e prenoterà per sé e per il cane una stanza al Regent Beverly Wilshare, dove appena 20 anni prima aveva alloggiato Julia Roberts. Julia nel frattempo sta tornando a casa con una divisa militare e fa due chiacchiere con un corteggiatissimo belloccio, il quale rientrerà a casa appoggiando un fiore sulla faccia del quaterback più famoso della città trasferitosi da Seattle a Los Angeles lasciando dietro di sé una promettente carriera come "Dottor Bollore". A quanto pare non è il solo che si è riciclato nella città degli angeli perché c'è anche un suo ex-collega, Patrick Dempsey, un fedifrago che mangerà con la moglie in un locale molto romantico, servito da una sexy cameriera-maestrina amica di quel fioraio colpevole di non averle recapitato dei fiori da parte di un ragazzino. Questo bambino poi, che a mio avviso è l'attore migliore, capirà che le giraffe sono un argomento di conversazione per rimorchiare, dopo aver fatto preoccupare la sua baby sitter ancora vergine, causa di una crisi coniugale fra pensionati. Crisi che li porterà in maniera bizzarra in un cimitero insieme a un postino il quale capirà di amare la "ragazza grassa" segretaria di giorno e assistente erotica telefonica durante la pausa pranzo. Il tutto condito da interviste qua e là di un giornalista cioccolatino che si sostituirà ai cioccolatini fondenti di una nevrotica donna d'affari.
Insomma... chiaro?
Complimenti a Garry Marshall, già regista di "Pretty Woman" e di "Se scappi ti sposo", il quale fa lavorare sempre gli stessi attori e sempre le stesse comparse!!!
Comunque il vero fiore all'occhiello è la confessione di chi ammette di aver commesso un "Grosso sbaglio, enorme!" ad aver fatto shopping in Rodeo Drive!
Voce fuori campo, il film si chiude, le luci si riaccendono e un mese esatto dopo San Valentino io sono a casa, da solo, a scrivere un blog... Mentre chi è riuscito a vedere l'altro film, prima di andare a letto avrà sicuramente baciato il suo Valentino e spento la luce.

La sostenibile indecisione dell'essere

Come ogni domenica mi alzo, faccio colazione con un semplice caffè e poi mi posiziono davanti al computer con la speranza che mi apra tutte le porte di accesso per un fantastico mondo che sta là e che aspetta solo me.
Per uno come me, con tanti interessi, navigare in rete può essere un passatempo piacevole, ma anche una dannazione infinita perché si ha a disposizione tutto lo scibile esistente, con la conseguenza che si passa da un argomento all'altro senza nemmeno rendersene conto.
Si può studiare inglese, approfondire le conoscenze in materia di fotografia, imparare nuove ricette su come cucinare con zenzero e papaya, leggere tutta una rassegna di articoli di quel giornalista apparso in televisione, cercare la recensione di quel libro che vorresti comprare, farsi inviare una scheda fitness personalizzata per quando finalmente tornerai in palestra, senza dimenticare di sbirciare nell'infinito mondo dei social network alla ricerca di amici che resteranno solo conoscenti...
Insomma, in poche lettere TUTTO!
Ma in questo tutto c'è qualcosa che poi resta? Di questo tutto cosa mi porto veramente via quando spengo a fine giornata il computer?
Sogni, solo ed esclusivamente sogni, o meglio illusioni. Illusioni di poter fare o scegliere tutto... ma poi di fronte a tanta scelta vince la pigrizia, l'indecisione di essere veramente tutto ciò che si potrebbe essere.
Buona domenica... è passata l'ora del pranzo e io non so ancora se ho fame o no!

sabato 6 marzo 2010

Indovina chi viene a cena

Se e quando questo blog inizierà ad essere letto vorrei che qualcuno mi togliesse una curiosità.
Come può una persona non accorgersi della realtà che la circonda, quando questa è così evidente da lasciar immaginare che non possano esistere realtà alternative?
Il fatto è questo... Ho una carissima amica che chiamerò CAROLA, la quale è letteralmente attorniata da omosessuali.
Tutti e dico tutti i suoi migliori amici sono gay o lesbiche, o peggio ancora delle velate, perché non hanno ancora avuto la fortuna di capire cosa veramente fa girare i loro ormoni e se invece l'hanno capito fanno finta di niente.
Il problema sta nel fatto che la povera sventurata non ne è assolutamente consapevole e ogni tanto avremmo una gran voglia di gridarle nelle orecchie con un megafono "CAROLA!!! Sei circondata!!!".
Io, il mio migliore amico, uno dei nostri migliori amici, il cugino di quest'ultimo, l'ex del mio migliore amico (del quale con molta probabilità lei è pure invaghita), il mio ex, un altro mio ex, più delle meteore che vanno e vengono a seconda di chi si innamora di chi.
Bene, lei esce sempre con noi, a cena, al cinema, in giro per la città, per il mondo (visto che ognuno di noi è andato in vacanza con lei in qualche parte dei cinque continenti), ma mai e poi mai le è balenato per la testa che se alla florida età di 33-34-35 anni, nessuno di noi le ha mai presentato la ragazza, qualche cosa vorrà pur dire?
Ci conosce da quando eravamo adolescenti e non riesce proprio a capire che siamo tutti gay!
Ieri si è presentata a cena a casa mia, e mentre si cenava con il mio coinquilino e il suo ragazzo (un amico, scusate...) ha ben pensato di proporci di andare a cena al mare una di queste sere, al ristorante di pesce (tu guarda) di uno degli stabilimenti più conosciuti dal mondo gayo. Ovviamente la risata sotto i baffi ci stava tutta e io ho dovuto subito inventare qualche scusa per non riderle in faccia.
Voi potreste obiettare che la cosa migliore da fare sarebbe dirle tutta la verità, e su questo siamo d'accordo. Io personalmente sono il solo che ha fatto outing con lei, lasciandola di stucco e quasi disperata per non aver capito prima. A ruota gli altri hanno pensato di stare zitti per evitare che le prendesse un infarto.
Povera CAROLA, il giorno che conoscerà tutto per lei sarà un'Apocalisse!

Qualche volta ho pensato addirittura che una delle cause della mia omosessualità potesse essere "Tu conosci CAROLA vero?".

mercoledì 3 marzo 2010

Once Upon a Time

Iniziano così tutte le storie per bambini, o meglio per bambine poiché con questa frase iniziano quelle storie di principesse belle e sfigate segregate da una strega cattiva che poi verrà uccisa dal principe azzurro bello e coraggioso di turno.
Beh questa storia non parlerà di principesse, semmai solo ed esclusivamente di principi più o meno azzurri, più o meno belli, più o meno coraggiosi, i quali non hanno nessun interesse ad affrontare pericoli inimmaginabili per una che se ne sta là, ferma a frignare.
Questi principi sono gay e se proprio dovranno correre, lo faranno in palestra per smaltire gli aperitivi, o dietro al belloccio di turno che quando passa nemmeno si accorge di loro.
E ora, che gli aedi inizino a raccontare le loro storie...