domenica 14 marzo 2010

La sostenibile indecisione dell'essere

Come ogni domenica mi alzo, faccio colazione con un semplice caffè e poi mi posiziono davanti al computer con la speranza che mi apra tutte le porte di accesso per un fantastico mondo che sta là e che aspetta solo me.
Per uno come me, con tanti interessi, navigare in rete può essere un passatempo piacevole, ma anche una dannazione infinita perché si ha a disposizione tutto lo scibile esistente, con la conseguenza che si passa da un argomento all'altro senza nemmeno rendersene conto.
Si può studiare inglese, approfondire le conoscenze in materia di fotografia, imparare nuove ricette su come cucinare con zenzero e papaya, leggere tutta una rassegna di articoli di quel giornalista apparso in televisione, cercare la recensione di quel libro che vorresti comprare, farsi inviare una scheda fitness personalizzata per quando finalmente tornerai in palestra, senza dimenticare di sbirciare nell'infinito mondo dei social network alla ricerca di amici che resteranno solo conoscenti...
Insomma, in poche lettere TUTTO!
Ma in questo tutto c'è qualcosa che poi resta? Di questo tutto cosa mi porto veramente via quando spengo a fine giornata il computer?
Sogni, solo ed esclusivamente sogni, o meglio illusioni. Illusioni di poter fare o scegliere tutto... ma poi di fronte a tanta scelta vince la pigrizia, l'indecisione di essere veramente tutto ciò che si potrebbe essere.
Buona domenica... è passata l'ora del pranzo e io non so ancora se ho fame o no!

1 commento:

  1. ma forse il punto è che non possiamo essere realmente tutto..cmq hai fatto un bella riflessione, bravo :)

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